mercoledì 14 maggio 2014

Primo mese e prime esperienze al Villaggio Fraternitè dei Volontari del Servizio Civile

Un mese è ormai passato dal giorno in cui siamo partiti per la nostra grande esperienza, e crediamo sia giunto il momento di esprimere le nostre prime impressioni in merito, premettendo che molto abbiamo ancora da imparare e che non si può certo dire di conoscere un ambiente lavorativo né tanto meno una nuova cultura in un periodo così breve (soprattutto se si è in un altro continente!).

Noi pensiamo di avere avuto la possibilità di fare le giuste riflessioni prima di partire, al corso di formazione che ricordiamo con un sorriso, ciò nonostante una volta arrivati qui abbiamo da subito iniziato ad affrontare parecchie barriere che vanno ben al di là della sola difficoltà linguistica iniziale. E con “da subito” si intende all'uscita dell'aeroporto, quando da bravi turisti ci siamo fatti immediatamente abbindolare da una persona che ha insistito per aiutarci chiamando il nostro referente, ovviamente aspettandosi poi un ringraziamento monetario più che adeguato.

Ma quando ci si trova in mezzo tutti i giorni si impara in fretta, e anche se siamo ancora nel pieno della fase di apprendimento, e tendiamo perciò ad osservare più che ad agire, iniziamo anche a muovere i nostri passi in maniera relativamente autonoma sia con il personale del Villaggio Fraternité che con i nostri nuovi concittadini. Questo sempre sotto la supervisione dei nostri preziosi referenti Avaz in loco, che sono per noi il ponte fra le due culture e società.

Attualmente la struttura in cui lavoriamo è ben avviata e funzionante, ed è formata da due ambiti separati (anche fisicamente, diversi edifici), che sono la scuola materna e la scuola primaria (equivalente delle nostre elementari), per entrambe è presente l'attività di centro di accoglienza, fulcro di tutto il progetto.

Il centro di accoglienza è un'attività riservata ad una parte degli studenti, selezionati fra quelli con maggiori difficoltà economiche e famigliari, che al termine delle regolari lezioni scolastiche rimangono presso la struttura per svolgere ulteriori attività in gruppo, assistiti da personale dedicato. L'idea diventa quindi anche quella di permettere a bambini di differenti estrazioni sociali di condividere il quotidiano, la struttura scolastica e le lezioni.

La struttura del Villaggio Fraternité è situata a poca distanza dalla città di Sangmelima, lungo una strada in terra battuta che attraversando il fiume Lobo raggiunge i villaggi sparsi all'interno della fitta foresta. Perciò è presente un servizio di trasporto, che vanno a servire sia i bambini dei villaggi che quelli della città.

In un ambito in cui anche le scuole pubbliche sono a pagamento, e le divise scolastiche (sempre obbligatorie) sono di norma a carico degli alunni, il Villaggio Fraternité si pone come elemento di stacco, fornendo non solo le divise, ma anche una merenda per tutti gli alunni, oltre ad un pasto vero e proprio a coloro che sono inseriti nel progetto del centro di accoglienza. Inoltre come già detto è presente un servizio di scuolabus, e sono previste sovvenzioni economiche per i casi di necessità.

A parte gli aspetti tecnici, a partire dai primi giorni abbiamo iniziato a riscrivere la nostra idea di Africa, e soprattutto di “villaggio sperduto nella foresta tropicale”, e persino di città. E' vero, siamo nel bel mezzo di una enorme foresta, ed è vero che ci sono molti problemi tra cui le tristemente note malattie ed il tenore di vita mediamente basso, ma è anche vero che qui c'è molta vivacità, e alla sera le strade ed i bar, anche quelli dei villaggi, sono decisamente più animati di quelli a cui siamo abituati. La città poi non ha una vera e propria piazza, né parchi pubblici o punti di ritrovo distanti dal caos del traffico sempre presente, ma la gente si ritrova ugualmente per guardare le partite di calcio nei locali con i maxi schermi, bevendo birra e mangiando spiedini di carne oppure pesce alla brace (cinese, importato congelato). La corrente elettrica è presente (anche se non sempre funzionante) in quasi tutti gli angoli del paese, così come sono presenti i cellulari, e Facebook che è già arrivato al punto di dare il nome ad un locale della città.

Abbiamo la fortuna di essere in contatto con diverse persone che possono essere per noi una chiave di accesso alla vita del posto, e anche se al mercato continuano ad urlarci “ntang!” (“bianco” nella lingua bulu, la più diffusa della zona), quasi tutti sanno chi siamo, e quando si fermano a parlarci citano immediatamente il Villaggio Fraternité, oppure i nostri “fratelli” bianchi che già conoscono. Questo ci permette di socializzare senza alcuna difficoltà, soprattutto perché la gente del posto non ci identifica come turisti bianchi, ma come persone che qui lavorano, e che comunque rimarranno per un periodo prolungato. Certo, i prezzi per noi tendono sempre ad essere un po' più alti... ma se fossimo in Italia questo potrebbe essere argomentato come redistribuzione del reddito!

Volontari del Servizio Civile Carlo e Claudia 




martedì 3 dicembre 2013

20 Novembre 2013 - AVAZ TORNA A SCUOLA








In occasione della 23^ Giornata Mondiale dei Diritti del Fanciullo Avaz si è recata presso la scuola elementare “Anna Magnani”.  Rossella, Barbara e Valentina sono state accolte dai bambini e dalle insegnanti della classe 4A che con entusiasmo hanno seguito i vari interventi. Valentina ha parlato con gli alunni dei diritti umani nel mondo, di come vivono i bambini in Cina e in Sud America e dei problemi che questi incontrano nella loro gioventù. L’interesse mostrato verso l’argomento da parte della classe è stato molto e la curiosità li ha spinti a fare tantissime domande!


Rossella ha poi proiettato il video (che potete trovare a questo indirizzo http://www.youtube.com/watch?v=YLSsvyjmMA8) della sua ultima visita al Villaggio Fraternité, spiegando ai bambini le varie scene e rispondendo a tutte le loro curiosità. 


La classe è stata molto entusiasta quando è stato proposto loro di contribuire alla raccolta materiali da inviare in Camerun. Chi vuole portare vestiti, chi puzzles e altri giochi, chi medicinali, siamo sicuri che il contributo che verrà offerto da questa classe sarà importante!


L’iniziativa si è già allargata ad altre classi dello stesso istituto e ad altre scuole della zona.
Ringraziamo le insegnanti e i genitori per la loro disponibilità e soprattutto gli alunni per essere stati così interessati e partecipi!

lunedì 30 settembre 2013

Il primo giorno di scuola

Pensate al primo giorno di scuola dei vostri figli.

Ecco, è come se noi di figli ne avessimo 272.

Assistiamo  ai primi giorni di asilo dei cuccioli della Petite Section, alle loro lacrime, alla loro curiosità, al loro sguardo un po’ smarrito.

Sì, perché anche a Villaggio Fraternité il primo giorno lontani da mamma e papà, circondati da tanta gente sconosciuta che fa cose strane, si piange.

Oppure ci si guarda in giro un po’ sospettosi, un po’ perplessi: “e questi con la pelle così bianca, da dove escono? Ma quando sono nati, erano neri?” (Tantissimi bambini ce lo chiedono eh, è anche piuttosto difficile convincerli del contrario!) “E poi chi sono questi pazzi che appena svegli si mettono in cerchio, a cantare, ballare e gridare?”

E poi accanto a loro vedi i bimbi sperduti dello scorso anno, anche quelli che all’inizio parevano i più indifferenti, i più distaccati, partecipare con grinta ad ogni attività, rispondere ai maestri con sicurezza ed entusiasmo, cantare, ballare e recitare conoscendo perfettamente ogni passo e ogni parola; e li vedi incoraggiare i compagni più piccoli e spiegar loro che “Questo, vedi, si fa così! Vieni, lo facciamo insieme, così impari anche tu!”
Stanno già diventando grandi sotto i nostri occhi. Tra poco vivremo anche con loro il primo giorno di scuola elementare: crescono in fretta.

Questo primo giorno è stata la vera emozione per noi.

I bambini della Petite Section iniziamo a conoscerli: alcuni ci hanno già conquistati con la loro simpatia e il loro sorriso, sono belli e piccini, ma ci affezioneremo a loro col tempo.

La più grande emozione è vedere i bambini che fino a pochi mesi fa’ alle 8 si disponevano in cerchio nel cortile della scuola materna, col grembiulino rosso, a giocare, danzare e cantare del piccolo coniglio che salta o della scimmietta che ci sporca il vestitino, sedere per la prima volta tra i banchi della scuola elementare.

Tutti allineati, lunedì inno nazionale, poi in fila indiana, marcando il passo e cantando forte “je marche vite vite pour aller à l’école” (cammino veloce veloce per andare a scuola), si entra in classe: alle 8 già seduti, composti, a lavorare, tutti seri e concentrati (beh, quasi tutti!), e così belli nelle loro tenute blu da grandi.

Sembrano improvvisamente così cresciuti!

Poi però all’intervallo ti chiedono se puoi ancora prenderli in braccio, anche se sono già grandi: “Posso essere sempre il tuo bebé, tata Azzurra?”  Ma certo!! Stamattina mi eravate sembrati già così ometti e così donnine mentre copiavate intenti sui vostri quaderni quanto la maestra scriveva alla lavagna!   

E i più monelli dell’asilo ora se ne stanno lì tutti seri, ti fanno un sorriso, e poi subito testa china sul quaderno. L’anno scorso tra i migliori alunni della prima elementare ci sono stati i più birichini e scapestrati della scuola materna, contro ogni aspettativa.

Chissà come andrà quest’anno.. La maestra Vicky ci farà sapere.
E noi provvederemo a tenere aggiornati voi.


A presto! 

Azzurra